Un incontro intenso e motivo di grandi riflessioni ha visto protagonista Andrea Lanfri, ex atleta paralimpico e oggi alpinista ed esploratore. Con la sua testimonianza, ha raccontato come sia possibile trasformare un evento traumatico in una straordinaria occasione di rinascita, lanciando un messaggio chiaro e potente: “Si può sempre ripartire”.
Andrea ha ripercorso con semplicità e profondità la sua incredibile storia. Tutto inizia il 21 gennaio 2015, giorno in cui la sua vita cambia per sempre. Colpito da una meningite fulminante, entra in coma e al risveglio scopre di aver perso entrambe le gambe e sette dita. Un trauma immenso, che però affronta con una sorprendente voglia di rivincita: «Fin dal primo giorno ho accettato la sfida – ha raccontato – vuoi uccidermi? Non ci riuscirai».
Nonostante le protesi, che lui stesso definisce con affetto i suoi “nuovi piedi”, Lanfri non solo torna a camminare, ma inizia a correre, letteralmente. Dopo una raccolta fondi che gli permette di acquistare le prime protesi da corsa, partecipa a gare, vince medaglie, stabilisce record italiani e si afferma come simbolo del movimento paralimpico nazionale.
Ma la corsa non basta. Andrea sente il richiamo della montagna, sua prima passione, e inizia un percorso di riadattamento, sperimentando protesi diverse per trovare soluzioni adatte alle scalate. Fino alla conquista della vetta dell’Everest nel 2018, che definisce «la metafora perfetta del mio ritorno in montagna». Da lì, un’escalation di imprese: il progetto from0to0, il Guinness World Record, l’ascesa al monte Denali e la continua sfida all’alta quota.
Durante l’incontro ha parlato anche delle difficoltà economiche legate all’acquisto delle protesi – con costi che possono facilmente superare i 16.000 euro a paio – e di come la solidarietà delle persone gli abbia permesso di superare anche questo ostacolo. Ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’ambiente positivo che lo ha circondato: amici, famiglia, medici, che non gli hanno mai fatto mancare il supporto.
Alla domanda se ci siano stati momenti di sconforto, Lanfri ha risposto con onestà: «Certo, ma duravano pochissimo. Ho avuto la fortuna di avere intorno un clima sempre positivo».
La testimonianza di Andrea Lanfri è un messaggio potente di speranza, una lezione di vita autentica per chiunque si trovi a dover affrontare una difficoltà. Una serata che ha lasciato un segno profondo in chi ha partecipato, ricordando a tutti che i veri limiti spesso non sono fisici, ma mentali.












