Stefano Bolis

Stefano Bolis

Direttore Territoriale Banco Popolare – 12 dicembre 2016

 

Stefano Bolis comincia a lavorare in banca prima di laurearsi, come cassiere e, ci racconta, i suoi genitori (il padre fu partigiano) spinsero sempre lui ed i sui fratelli allo studio attribuendogli la massima importanza. Alternando l’impiego in banca agli esami universitari si laurea in Scienze Politiche.

Un’esperienza che ci confida riguarda una delle sue prime prove come Direttore di una piccola filiale appena aperta. Un solo impiegato e nessun cliente. La sfida era grande ma in tre anni è riuscito a creare un importante gruppo di più di millequattrocento clienti! 

Il segreto di tale successo, chiave di volta anche nel gestire incarichi più delicati e onerosi, sta nel dedicarsi principalmente al “capitale umano”. La persona deve essere al centro di ogni attività: il grande capitale monetario ed il potere ad esso connesso non devono distrarre il direttore di banca dal suo obiettivo: rendere un servizio alla società. In qualità di Direttore Territoriale del terzo brand italiano, il Banco Popolare di cui il Banco di S. Geminiano e S. Prospero fa parte, si trova a gestire anche più di venticinquemila dipendenti e per questa ragione capitale bancario e capitale umano devono essere coniugati. L’attenzione non è rivolta solo al cliente, bisogna seguire e fare proprio un rigido codice etico anche all’interno della banca, tra colleghi. È importante il dialogo già a partire dall’analisi dei colloqui di lavoro fino all’attenzione nel valutare il profilo finanziario e umano di ciascun risparmiatore che si affida alla banca. 

Proprio nelle situazione più difficile risulta centrale il ruolo del manager: questa figura è essenziale per il buon funzionamento della banca e per questo non deve far mai prevalere i propri interessi ma solo quelli della collettività.

Inoltre per una banca è importantissimo il ruolo che svolge all’interno del suo territorio e per il suo territorio: le attività sociali e di cooperazione di eventi o promozione di attività legate al tessuto geografico e sociale in cui si trova è il primo passo per creare un legame e una fiducia reciproca con i clienti e gli enti pubblici.

L’attività lavorativa spesso complessa e frenetica non deve però penetrare come elemento disturbante all’interno dei legami famigliari a cui è d’obbligo dare il proprio tempo in misura anche primaria rispetto al lavoro. Conclude la sua storia narrandoci il ruolo fondamentale che nel 1932 ebbe il Banco S. Geminiano e S. Prospero per la fondazione dell’officina Ferrari. Il direttore del Banco ricevette Enzo Ferrari e ascoltò la sua visione ed il suo sogno e con un prestito lo aiutò ad aprire la prima e ancora sconosciuta officina Ferrari. Questo un esempio del legame che deve esistere tra la banca e i suoi clienti, tra la banca e il futuro del territorio in cui nasce e con cui cresce.