Mauro Di Vincenzo

Medico e allenatore di basket, 21 febbraio 2011

Mauro Di Vincenzo ora è un affermato medico fisiatra, ma il suo è un passato di grandeallenatore di basket iniziato per caso una sera in cui da ragazzo passeggiando nelle vie intorno a casa entra nel palazzetto dello sport di Bologna. Da quel momento scatta la passione inarrestabile per il basket con i primi allenamenti alla Fortitudo e la carriera da giocatore che poi evolve portandolo giovanissimo ad esordire come allenatore.

La carriera di allenatore inizia con un gruppo di ragazzi di via San Felice (gli allievi della Fortitudo) che fino all’anno prima non avevano vinto nulla e che in quell’anno con lui arrivano in finale scudetto contro Scavolini Pesaro. L’anno successivo, proprio con l'aggiunta di un ragazzo di Pesaro, vincono lo scudetto. E con grande orgoglio la Fortitudo, che veniva sempre battuta dalla Virtus a livello di prima squadra, con gli allievi allenati da Di Vincenzo regolarmente batteva la Virtus.

Nel 1980 dopo quattro anni di successi consecutivi con San Lazzaro (dalla Promozione alla B2) viene notato dalla Fortitudo in cui aveva militato come giocatore e qui si realizza il sogno della vita, dagli allenamenti da ragazzino, alla Fossa la domenica Di Vincenzo arriva ad allenare la prima squadra.

Successivamente conosce Alexander Nikolic, l’allenatore al tempo più bravo d’Europa, coach della temibile Jugoslavia che in quegli anni aveva vinto tutto. Nikolic qualche tempo dopo, chiamato ad allenare Virtus, chiede a Di Vincenzo di abbandonare la panchina della prima squadra della Fortitudo per fargli da secondo allenatore. La scelta, giudicata da molti folle, porta invece Di Vicenzo a collaborare strettamente con il miglior allenatore dell'epoca e a formarsi per raggiungere le più alte vette del basket italiano e internazionale.

Da qui in Benetton a Treviso, poi a Livorno allenando entrambe le squadre della città ed infine Caserta, che l’anno prima aveva vinto lo scudetto, dove ha l'occasione di allenareVincenzino Esposito (primo italiano ad aver giocato nella NBA e quarto marcatore di sempre del campionato di basket italiano). Giunto a quel punto della carriera aveva allenato tutte le squadre di basket di A1 tranne Milano, Roma e Varese. All'età di 44 anni, oltre ad essere stato eletto per due volte miglior allenatore dell'anno, poteva vantare 450 partite allenate in serie A avendo 10 anni in meno dei suoi colleghi con eguale numero di partite allenate (Bianchini, Bucci, Dan Peterson, etc.). Nella sua ultima stagione in serie A, a Rimini nel 1996, allena Carlton Meyers allora ventiduenne di certo talento e grande futuro, ma molto difficile caratterialmente da gestire, con il quale tuttavia Di Vincenzo riesce grazie alla sua umanità ad instaurare un rapporto profondo.

Nel 1995 i New Jersey Nets gli propongono di diventare talent scout europeo, primo in Italia a ricoprire questo ruolo per l'NBA. Successivamente nel 1997-98 commenta perTelemontecarlo le finali di NBA e partecipa negli Stati Uniti ai festeggiamenti per i cinquant'anni dell'NBA. Specializzato in fisiatria e certo che non avrebbe mai fatto il medico nel 2004 conosce un medico che aveva in cura il giocatore di cui a quel tempo era procuratore con il quale nasce un rapporto di stima ed amicizia che porta Di Vincenzo a praticare la professione medica per la quale si era laureato e che aveva sempre messo in secondo piano per la passione della vita che era il basket.

Dopo alcune domande, questo grande ospite e coach ha congedato i ragazzi presenti invitandoli a seguire le proprie passioni con determinazione e realismo e augurando loro che queste possano costituire, come per lui, una professione ricca di soddisfazioni!

Mauro Di Vincenzo ospite nella Residenza Universitaria Torleone a Bologna