Giancarlo Marocchi

Commentatore sportivo - Lunedì 13 febbraio 2017

Inutile riassumere quella che è stata la strabiliante carriera calcistica di Giancarlo Marocchi, ora commentatore sportivo a Sky, che lo ha visto, giovanissimo, ricondurre il Bologna in serie A e vincere con la maglia della Juventus diverse Coppe Italia, Coppe UEFA e Champions League negli ultimi decenni del secolo scorso e poi, conclusa la carriera di giocatore ancora in piena forma fisica per dedicarsi a nuovi progetti, a una svolta nella sua vita, diventare osservatore, team manager, direttore generale e, dal 2006 fino a maggio del 2010, responsabile tecnico del settore giovanile del Bologna, la squadra che fin da giovane, ha tifato dalla nativa Imola.

Ciò che di più importante ci ha portato è stata la sua esperienza “umana” come calciatore professionista, come ha vissuto i suoi precoci successi, il suo felice matrimonio a ventidue anni e la vita all’interno di una squadra, di un team vissuto pienamente e con la consapevolezza della sua forza. La vita famigliare gli ha permesso di comprendere le sue responsabilità sia come marito e padre sia come calciatore, mestiere che prima di tutto è una passione, non la ricerca di un successo mediatico, e che quindi va intrapreso con costanza e impegno continui. Il lavoro di squadra è essenziale nel calcio: le amicizie che si creano tra compagni sono delle più sincere, e la consapevolezza del proprio ruolo, di leader ad esempio, è fondamentale sia per i giocatori sia da parte dell’allenatore. Ci ha raccontato come ha vissuto gli allenamenti sotto D. Zoff, G. Trapattoni e M. Lippi, come ognuno di essi gli abbia insegnato un modo diverso di vedere la squadra e la partita. Ha anche parlato dell’importanza dei ritiri pre-campionato, fondamentali per la condivisione di momenti unici con i compagni di squadra. I passaggi di carriera, e la scelta finale di abbandonare l’agonismo per intraprendere nuovi ruoli fino a diventare commentatore sportivo sono stati passi naturali privi di rimpianti, che hanno seguito le esigenze di una passione unica e vissuta profondamente per il calcio in ogni sua forma. Da calciatore e da commentatore ha anche compreso il pericolo che i media rappresentano per il mondo del calcio e, soprattutto per i giovani, ha sottolineato come oggi l’essere spessissimo sotto la pressione della pubblicità e delle aspettative mediatiche, nonché l’avere da subito stipendi esorbitanti, possa rovinare e influenzare la passione più genuina per questo sport. In conclusione, il nostro ospite si è rivelato, con naturalezza e semplicità, un fine conoscitore, oltre che un campione, dei lati più importanti e “umani” e spesso dimenticati del gioco del calcio.